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	<title>Natale &#38; Capodanno a New York</title>
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	<description>L'avventura di Ettore e Marco per due settimane nella Big Apple</description>
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		<title>Natale &#38; Capodanno a New York</title>
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		<title>4 Gennaio &#8211; Epilogo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 03:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mattina del 4 gennaio è andata via così, tra bagagli, organizzazione del trasporto all&#8217;aeroporto (abbiamo preso il pullman, veloce ed economico), saluti a Bernadette e persino la visita inaspettata di Diva (padrona di casa) che era arrivata in anticipo perché si era rotta un dente e perché era preoccupata per il suo bonifico che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=57&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina del 4 gennaio è andata via così, tra bagagli, organizzazione del trasporto all&#8217;aeroporto (abbiamo preso il pullman, veloce ed economico), saluti a Bernadette e persino la visita inaspettata di Diva (padrona di casa) che era arrivata in anticipo perché si era rotta un dente e perché era preoccupata per il suo bonifico che non era arrivato.</p>
<p>Diva è veramente un donnone e come diceva Nick, sembra un po&#8217; un travestito (anzi, magari lo è&#8230;) e comunque ormai eravamo di partenza, tutto sembrava poco importante anche se un po&#8217; ha rotto le palle, diciamolo.</p>
<p>Siamo partiti alle 3 PM da dietro la Port Authority, sulla 41st, appunto con il pulmann shuttle per Newark. Lincoln tunnel, un po&#8217; di autostrada e si arriva, in 40 minuti a Newark.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2080/2170376066_1e87f8355b_m.jpg" align="left" height="121" width="182" />Che ormai ci sembra &#8211; sicuramente a me sembra &#8211; l&#8217;aeroporto di casa. Tutto facile devo dire e troppo facilmente e velocemente siamo arrivati al gate 75, dove ci aspettava l&#8217;aereo per casa. Un saluto del tramonto, uno scandaloso spuntino da Nathan&#8217;s con hamburger, famose patate ricoperte di formaggio e tipico hot dog, regalo per Amanda, libro The Secret per me e stavamo già consegnando le carte d&#8217;imbarco alla hostess.</p>
<p>La fortuna ci ha perseguitato in questa partenza (tutti orari giusti, tutto facile), quando abbiamo potuto viaggiare vicini anche se avevamo in realtà posti un po&#8217; lontani.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2138/2170375906_01d1d68f18_m.jpg" align="right" height="109" width="164" />Ettore ama i viaggi in aereo di notte e così era tutto eccitato: finestrino, libro monster (&#8220;Il Quinto Giorno&#8221;), lucina da viaggio e via, tutta una tirata (6 ore) fino a Milano. Io invece ho dormito parecchio.</p>
<p>Tutto sommato un viaggio di ritorno <i>più piacevole del previsto</i>.</p>
<p><b>Epilogo</b></p>
<p>Forse la frase che riassume questa bellissima esperienza è proprio questa: <i>tutto più del previsto.</i></p>
<blockquote>
<ul>
<li>New York city più bella ed eccitante di quel che mi aspettavo (forse mi aspettavo troppo poco)</li>
<li>Ettore più bravo a parlare inglese di quanto avessi mai sperato</li>
<li>la settimana con la combriccola decisamente piacevole, tutte persone squisite</li>
<li>fare le cose un po&#8217; strane che avevamo previsto di fare è stato semplice: Chelsea Piers, comprare la macchina fotografica, Time Square a mezzanotte, Morimoto, vivere in un appartamento a New York</li>
<li>il clima è stato decisamente buono, con poco freddo e belle giornate di sole</li>
<li>la città insospettabilmente vivibile, gentile, piacevole</li>
<li>mangiare quasi ogni giorno Donkey Donuts possibile nonostante le apparenze</li>
<li>la malattia di Ettore è passata bene e presto</li>
<li>siamo stati da Dio insieme, ma questa è la cosa che tutto sommato ci riesce sempre bene (anche se questa volta veramente alla grande).</li>
</ul>
</blockquote>
<p><i>Dear New York City, thanks for everything. And see you soon.</i></p>
<p>Marco &amp; Ettore</p>
<p>4:10 del 7 gennaio<br />
Milano<br />
(jet lagged: Ettore infatti non dorme ancora, domani sarà da ridere&#8230;)</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/57/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=57&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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		<title>3 Gennaio &#8211; E&#8217; arrivata l&#8217;ultima sera&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 02:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivata l&#8217;ultima sera e siamo un po&#8217; tristarelli.Una visita al Rockefeller Center è d&#8217;obbligo prima di partire da questa città, ma siamo un po&#8217; giù. Oddio, il freddo non aiuta e quando la Maison du Chocolat ci dice che non fa la cioccolata calda perché è troppo tardi è come se ci dicesse &#8220;sentite, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=55&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata l&#8217;ultima sera e siamo un po&#8217; <i>tristarelli</i>.<img src="http://farm3.static.flickr.com/2246/2170376876_8f1ef42dc7_m.jpg" align="left" height="160" width="240" />Una visita al Rockefeller Center è d&#8217;obbligo prima di partire da questa città, ma siamo un po&#8217; giù.</p>
<p>Oddio, il freddo non aiuta e quando la <a href="http://www.lamaisonduchocolat.com/en/" target="_blank">Maison du Chocolat</a> ci dice che non fa la cioccolata calda perché è troppo tardi è come se ci dicesse &#8220;sentite, tanto domani partite, quindi non ci interessa più di voi&#8221;.</p>
<p>Ok, la faccio un po&#8217; melodrammatica e forse non è il caso.</p>
<p>Però è vero che questa ultima, fredda sera ha una nota di tristezza. Domani ci sarà solo il tempo di preparare i bagagli, mangiare qualcosa, salutare e partire.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2056/2169582233_43d52732c8_m.jpg" align="right" height="240" width="160" />Devo dire che questa sera di New York, così fredda (saranno -7 o forse anche -9°) ha un che di giusto, very NYC. Finora non avevamo trovato il freddo che Nick dice arriva comunque a fine gennaio, febbraio e ci sembrava troppo civile come tempo. Anche le due ore di attesa a<a href="http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/03/31-dicembre-taim-scuer/"> Time Square per capodanno</a> erano state <i>a piece of cake</i>, una passeggiata.</p>
<p>Invece questo tre gennaio è tosto, come si addice a una città dove tutto, per definizione è tosto.</p>
<p><b>New York, comunque, è gentile </b></p>
<p>Invece devo dire, anzi dobbiamo dire che New York e i suoi abitanti sono gentili. Mai un momento ci siamo sentiti attaccati o a disagio, anche quando stavamo male, la città dà sempre una mano. Una sera siamo usciti dalla subway e non riuscivamo ad orientarci: ed ecco il ragazzo che <i>plop!</i> si leva l&#8217;auricolare dell&#8217;iPod e ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. I negozianti sono cordiali, i camerieri &#8211; ok, perché vogliono la mancia &#8211; in qualche caso quasi affettuosi (due su tutti: quello del Morimoto e quello del Theatre Deli). E tutto l&#8217;insieme funziona bene, pur con qualche casino.</p>
<p>Insomma, New York è gentile, come una vecchia star che tutti credono inavvicinabile è invece è una gran brava persona, sia pure un po&#8217; eccentrica.</p>
<p>E quindi arriviamo a casa (l&#8217;abbiamo sempre chiamata così) superinfreddoliti e tristarelli, ma grati, io credo, anche di quest&#8217;ultima passeggiata e delle luci del Rockefeller Center.</p>
<p>Domani, partenza <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=55&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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		<title>3 Gennaio &#8211; The TV &amp; Radio Museum</title>
		<link>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/3-gennaio-the-tv-radio-museum/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 15:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[The TV &#38; Radio Museum (ma forse ora ha cambiato nome) è un posto veramente bizzarro. Si chiama museo ma non è un museo. Ok, è un museo, ma di cosa? Di spettacoli televisivi e radiofonici. Un museo di registrazioni: centinaia di migliaia di registrazioni di spettacoli, prevalentemente americani, ma anche da tutto il mondo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=54&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paleycenter.org/index.htm" target="_blank"><img src="http://www.teletronic.co.uk/museum.jpg" align="left" height="235" width="195" />The TV &amp; Radio Museum</a> (ma forse ora ha cambiato nome) è un posto veramente bizzarro.</p>
<p>Si chiama museo ma non è un museo. Ok, è un museo, ma di cosa?</p>
<p>Di spettacoli televisivi e radiofonici. Un museo di registrazioni: centinaia di migliaia di registrazioni di spettacoli, prevalentemente americani, ma anche da tutto il mondo, raccolti in un database accessibile al pubblico.</p>
<p>Ci sono due tipi di &#8220;esposizioni&#8221;: quella giornaliera, con un programma di spettacoli a ore definite e quello on demand, al 4th floor.</p>
<p>Lì, in una sala che sembra una biblioteca, ma ci sono solo dei computer, accedi al database del museo, scegli fino a due spettacoli e poi scendi un piano per andarteli a vedere sul tuo televisore personale e cuffia, comodamente seduto in poltroncina.</p>
<p>A cosa serve questo museo? Non ne ho idea, ma probabilmente a fare ricerche sui media (ecco, così mi sono dato importanza).</p>
<p>E noi cosa abbiamo visto?</p>
<p><img src="http://guide.dada.net/colonne_sonore/myimg/148008_1.jpg" align="left" height="131" width="131" /><b>E.R Pilot &amp; Raccolta di spot</b></p>
<p>Abbiamo cercato inutilmente Italia &#8211; Germania 4-3. La sezione italiana non ci ispirava. Così ci siamo buttati sui telefilm. E visto che la prima puntata di Grey&#8217;s Anatomy era già occupata, ci siamo buttati sulla prima mitica puntata di E.R. Con tutti giovani e un po&#8217; impacciati.</p>
<p>Secondo filmato, raccolta di spot americani dal 1950 ai giorni nostri.</p>
<p>E&#8217; stato bello, nella semi oscurità ovattata della sala, guardare la prima puntata di E.R. con Ettore. Probabilmente l&#8217;avevo guardata in italiano quando lui aveva pochi mesi, anche se non ricordo bene.</p>
<blockquote><p>E&#8217; stato bello perchè Ettore capisce l&#8217;inglese. Ok, diciamo il 60%? Il 70%? A volte il 100%. Capisce 100 volte più di me alla sua età, ma ancora fino a 10 anni fa. E&#8217; un grande piacere per me che lui sia così bravo con l&#8217;inglese, ma probabilmente è portato per tutte le lingue.</p>
<p>E comunque la metto come sorpresa N.1 di questa vacanza: Ettore e l&#8217;inglese. <i>Good job, boy</i>.</p></blockquote>
<p>E&#8217; stato anche bello stare lì pensando al freddo e al casino fuori, in questo mondo fuori dal mondo, immersi in altri mondi. Un po&#8217; uterina come situazione, ma a volte ci vuole.</p>
<p><i>Raccomandato per prendersi un momento di pausa da NYC.</i></p>
<p>La raccolta di spot aveva alcune vere chicche, ma nel complesso posso confermare che non mi interessa proprio più per niente la pubblicità. Trovo futile tutto questo spreco di creatività, denaro, tempo per vendere &#8211; sperare che lo spot faccia pensare a qualcuno di provare a considerare di acquistare &#8211; un prodotto. E&#8217; stupido, è inutile, è una vaccata.</p>
<blockquote><p>Comunque, se non l&#8217;avete mai visto, eccovi una pietra miliare della pubblicità televisiva di ogni tempo. Lo spot è quello di Alka Seltzer &#8220;Mamma mia&#8221;, del 1970</p>
<!--YouTube Error: bad URL entered--></blockquote>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/54/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=54&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>3 Gennaio &#8211; The Big Chill</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 14:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;No, guarda sto a casa, con &#8216;sto freddo sto a casa&#8221; mi aveva detto per telefono Nick ieri sera.&#8220;It&#8217;s really cold outside&#8221; mi telefona Bernadette stamattina. Sì, l&#8217;ho notato da due cose stamattina. Dal fatto che sono congelato mentre scrivo in mutande alla scrivania e dal fumo strano (&#8220;tipo azoto liquido&#8221; dirà Ettore) che esce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=53&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>&#8220;No, guarda sto a casa, con &#8216;sto freddo sto a casa&#8221;</i> mi aveva detto per telefono Nick ieri sera.<i></i><i>&#8220;It&#8217;s really cold outside&#8221;</i> mi telefona Bernadette stamattina.</p></blockquote>
<p>Sì, l&#8217;ho notato da due cose stamattina. Dal fatto che sono congelato mentre scrivo in mutande alla scrivania e dal fumo strano (&#8220;tipo azoto liquido&#8221; dirà Ettore) che esce dai camini dei grattacieli.</p>
<p>Credo sia proprio il freddo newyorkese doc, arrivato in anticipo (di solito fine gennaio e febbraio). Beh, meglio così proveremo anche questo.</p>
<p>Sì, bravi.</p>
<p>Quando si esce, la sensazione è strana perché siamo abituati a sentire questo freddo in montagna, con tutt&#8217;attorno le case altoatesine o valdostane, la neve e le seggiovie. Invece siamo in una delle più grandi città del mondo e l&#8217;aria è <i>glaciale</i>.</p>
<p><i>Saranno -8°, -9°. </i></p>
<p>Usciamo per andare all&#8217;altro diner sotto casa, Theatre Diner. <i>Freddo della madonna.</i></p>
<p>Andiamo a prendere la subway per andare al Museum of Television &amp; Radio. <i>Freddo della madonna.</i></p>
<p>Facciamo un giro per il Rockefeller Center. <i>Freddo della madonna.</i></p>
<p>Dovunque si sia, qualsiasi cosa si faccia, c&#8217;è questo freddo secco e pungente che ti cattura. Ettore non sente labbra, mento, viso. Io, dopo una certa temperatura mi iberno, quindi è ok.</p>
<p><i>La cosa strana di tutto ciò è che New York continua come se niente fosse. </i></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=53&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Fotografie scarse, come mai?</title>
		<link>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/fotografie-scarse-come-mai/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 14:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Pura nota tecnica. Mentre scrivo questo post è ormai l&#8217;ultimo giorno, tra poche ore lasceremo questo posto e questa vita (non nel senso di suicidio di massa, ma nel senso di vita newyorkese&#8230; volevo vedere se stavate leggendo ) Noterete che negli ultimi post le foto scarseggiano un po&#8217;. Il motivo è semplice. Non ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=56&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Pura nota tecnica.</i></p>
<p>Mentre scrivo questo post è ormai l&#8217;ultimo giorno, tra poche ore lasceremo questo posto e questa vita (non nel senso di suicidio di massa, ma nel senso di vita newyorkese&#8230; volevo vedere se stavate leggendo <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Noterete che negli ultimi post le foto scarseggiano un po&#8217;. Il motivo è semplice. Non ho ancora attivato <a href="http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/02/31-dicembre-labbiamo-presa/">la scatoletta del cazzo che legge la memory card della nuova macchina fotografica</a> e quindi non si sono quelle nuovo fatte con questa. Provvederò, comunque.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/56/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=56&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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	</item>
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		<title>2 Gennaio &#8211; Morimoto&#8230; sì, insomma</title>
		<link>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/2-gennaio-morimoto-si-insomma/</link>
		<comments>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/2-gennaio-morimoto-si-insomma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 14:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La sera di questo 2 gennaio si va al Morimoto. Il Morimoto dovrebbe essere uno dei migliori ristoranti giapponesi della terra, o almeno il suo chef uno dei migliori chef giapponesi della terra: Masaharu Morimoto, allievo del Nobu e di casa a Iron Chef (la &#8220;prova del cuoco&#8221; americana). Non so se sia vero, comunque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=52&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sera di questo 2 gennaio si va al <a href="http://www.morimotonyc.com/" target="_blank">Morimoto</a>.</p>
<p>Il Morimoto dovrebbe essere uno dei migliori ristoranti giapponesi della terra, o almeno il suo chef uno dei migliori chef giapponesi della terra: Masaharu Morimoto, allievo del Nobu e di casa a Iron Chef (la &#8220;prova del cuoco&#8221; americana).</p>
<p>Non so se sia vero, comunque è il classico ristorante trendy di New York, il posto dove &#8220;bisogna andare&#8221;. Poiché il nostro obiettivo era solo mangiare il miglior giapponese possibile, vediamo se abbiamo raggiunto il risultato.</p>
<p>Posso dire che la nostra esperienza o almeno il mio parere coincide con <a href="http://events.nytimes.com/2006/03/22/dining/reviews/22rest.html" target="_blank">quello del critico del New York Times</a>. O significa che posso fare il critico di ristoranti oppure che non ci vuole niente a fare il critico dei ristoranti (per mia esperienza direi la seconda).</p>
<p><img src="http://www.jinaonline.org/blog6/archives/morimoto-nyt.jpg" align="left" height="129" width="301" />Come si conviene a un ristorante trendy di New York è in un posto orrendo, a due passi dall&#8217;Hudson in un magazzino si apre l&#8217;entrata semicircolare, ornata da drappi arancioni, del Morimoto.</p>
<p>Alla reception ci sono tre modelle che fungono da addette alla reception, gentili ma con sorrisi glaciali.</p>
<p>Tutto al Morimoto è così: gentile, ma glaciale, a iniziare dalla ristrutturazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tadao_Ando" target="_blank">Tadao Ando</a>.</p>
<p><img src="http://www.restaurantreport.com/IMAGES/morimoto_ny_dining_400.jpg" align="right" height="142" width="214" />Si inizia subito alla grande perché non trovano la mia prenotazione. Notare che l&#8217;ho fatta da una settimana e ho chiamato un&#8217;ora prima per confermare. La prima idea che ho è che non ci vogliano, ma è una cazzata, questi sono qui per vendere e infatti ci portano in un posto perfetto: a destra si vedono gli chef, dietro un muro di acqua minerale Ty Nant, a sinistra altri avventori. Il tutto schermato da vetri a pallini bianchi, molto cool, un po&#8217; freddo, decisamente Morimoto.</p>
<p>Il menu è vario anche se non mostruoso e spicca subito in prima pagina il Morimoto Omakase, il menu degustazione dello chef da $120. Ora, non è che i viene sempre al Morimoto, almeno uno di questi menu ce lo proviamo, nonostante il prezzo da vergogna. Cioè me lo proverò io mentre gli altri (Ettore, Bernadette e Yasmine, Nick ha dichiarato forfait) scelgono tra i piatti più classicamente giapponesi. L&#8217;intenzione è ovviamente di condividere il tutto. Non sarà affatto facile.</p>
<p><b>Non provate a condividere il Morimoto Omakase!</b></p>
<p>Il Morimoto Omakase sono 7 (credo) piatti(ni) diversi di cose varie ed eventuali che riempiono una sana forchettata e nulla più. In qualche caso, provare a dividere per farlo assaggiare è stato come mettere la classica marmellata sulla pastasciutta alla tedesca.</p>
<p><i>Non si fa.</i></p>
<p>E non perché non stia bene, ma perché in qualche caso è praticamente impossibile e porta scene fantozziane. Comunque l&#8217;ho fatto, sapete come sono.</p>
<p><img src="http://leesean.net/wp-content/uploads/2007/06/524444966_fe085ecaf3.jpg" align="left" height="171" width="229" />Tra gli highlight posso citare il primo piatto, tartare di tonno (sembra rigurgitata tanto è sottile) su una microtavoletta di legno (tipo quelle per il bucato) accompagnata da salsine sconosciute. Intingi il cucchiaino d&#8217;argento nella distesa di tonno, pucci nella salsina di soia dolce e poi zaaf una passata sulle salsine. Ah, dimenticavo che un cucchiaiatina di caviale sta lì in mezzo per fare colore.</p>
<p>Non male, pur senza svenire o mettersi in ginocchio e invocare la madonna. Ma chiedete a Ettore, lui dice che gli è piaciuta molto (ma senza salsine).</p>
<p>Ok, come non citare il sashimi di Fugu (Pesce Palla, sì quello che se non lo preparano bene muori per il veleno letale) quasi trasparente e così delicato che le bacchette (di plexiglass) hanno più sapore (ma la salsina piccante che accompagna è ok). O la curiosa combinazione di sashimi di branzino, pomodorini, mozzarella ed erbette crude non identificate (insulso, se chiedete a me). Notevole l&#8217;altra combinazione di ostrica, fois gras, anatra arrosto e salsa dolce di soia (dimensioni: scodellina da 4cm di diametro, provate a dividerla. Deliziosa comunque). Interessante il piatto di manzo kobe e anatra, splendidamente cotti e presentati: fettina di manzo e petto d&#8217;anatra, comunque.</p>
<p>Ma si sa, il Morimoto Omakase è soprattutto un&#8217;esperienza mistica e intellettuale. Non l&#8217;avrò mica ordinato per mangiare, no?</p>
<p><b>Sushi e sashimi di altra categoria, onestamente</b></p>
<p>Beh, se siete abituati alle &#8220;gondole&#8221; offerte dai ristoranti cino-giapponesi, con le foglioline di plastica, questa è un&#8217;altra cosa. Sushi e sashimi con gusto, delicati o forti, ma di gran carattere. Non dico di fare 4000 miglia per venire a mangiare qui il sushi (per i spicy tuna maki quasi quasi&#8230;), però se sei a New York, ti piace il giapponese, passa dal vecchio amico Morimoto e sarai contento (e a prezzi abbastanza abbordabili, $35 per un vassoio sicuramente sufficiente a saziare la tua fame).</p>
<p>Ettore a un certo punto si scurisce in volto.</p>
<blockquote><p>&#8220;No, dai, se te lo dico, ti arrabbi&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma cosa c&#8217;è, dai!&#8221;</p>
<p>&#8220;No&#8230; perché, io quando ho ordinato il sushi&#8230; ecco, me lo volevo per me, non volevo dividerlo&#8230;&#8221;</p>
<p>Oh signur. Siamo qua al Morimoto e c&#8217;è questo problema. Ma ordiniamo un altro sushi e te lo mangi tu tenendolo protetto con il braccio, come on!</p>
<p>Devo dire che non saziato dal mio omakase ho pensato <i>&#8220;così posso spazzolare il sushi rimanente senza rimpianti&#8221;</i>.</p></blockquote>
<p>In conclusione, posto figo, cibo decisamente interessante, non credo ci tornerò mai più. Tranne che per una cosa, che se non la provate non potete capire e se la provate difficilmente potrete distaccarvene. Sicuramente uno dei motivi per cui la gente torna al Morimoto.</p>
<p><i>I cessi.</i></p>
<p><b>Se pensavate che lo chef fosse giapponese, non avevate visto e provato il water</b></p>
<p><img src="http://nymag.com/images/2/daily/food/07/01/05_restroom_lg_l.jpg" align="left" height="399" width="247" /></p>
<p>Ce l&#8217;aveva detto anche il cameriere barbuto e con la faccia da ragazzo di Chelsea: provate le toilette.</p>
<p>Sulle prime non lo noti, ma poi, mentre mangi carpaccio di manzo Kobe in salsina di tofu dolce (sempre 4cm) ti domandi &#8220;ma che cazzo ci sarà in queste toilets?&#8221;.</p>
<p>E così, prima si salutare il Morimoto, una pipì tipo cane che marca il territorio si fa. E così io ed Ettore scendiamo. Boh, carino ma niente di più. Pisciatoio pulito, faccio la mia cosa ed Ettore esclama &#8220;Guarda che roba!&#8221;.</p>
<p>Entro nello stanzino del WC e mi accoglie il totem con foglie d&#8217;autunno ed effetto infinito.</p>
<p>&#8220;La tavoletta è riscaldata!&#8221; mi urla Ettore dall&#8217;altro stanzino. Beh, una tavoletta riscaldata bisogna proprio provarla. Mi vengono in mente quelle in montagna, la mattina, proviamo ques&#8217;altra sensazione.</p>
<p>&#8220;Mmmmm&#8221;. Voglio la tavoletta del cesso riscaldata.</p>
<p>Ah, dimenticavo. Come sono entrato il cesso mi ha sorriso è ha alzato da solo il coperchio con un wirrr.</p>
<p><img src="http://nymag.com/images/2/daily/food/07/01/05_restroom2_lg.jpg" align="right" height="93" width="254" />Sul lato sinistro ci sono dei pulsanti con delle icone non comprensibili a uno mezzo orbo, nella semioscurità, ma non mi viene in mente che potrei essere in una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EgnFyCMiFAU" target="_blank">candid camera giapponese </a>e quindi inizio a giocherellare con i bottoni.</p>
<p>Un tiepido ruscello di giardino zen giapponese, delicatamente mi lava il culo.</p>
<p>Aaaaaah. Si può fare pulsante o continuo, laterale o centrale (raccomandato). L&#8217;unica cosa che (confermato anche da Ettore) non sono riuscito a fare e attivare l&#8217;asciugatura automatica.</p>
<p>Il conto ovviamente è adeguato ai cessi&#8230; ooops, volevo dire alla qualità del cibo. Usciamo in una Manhattan che si sta facendo gelida, chiamando il solito taxi (cab) da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bL_lq_YjeVw" target="_blank">Truman Show</a> (appena arrivi in strada partono e si mettono davanti a te).</p>
<blockquote><p><i>P.S. Ecco un progetto per il 2008: recensire ristoranti famosi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aPfN_zYKxNQ" target="_blank">alla Anton Ego</a>. Però andate al Morimoto per i cessi. Hanno anche vinto il <a href="http://nymag.com/daily/food/2007/01/morimotos_toto_toilets_the_iro.html" target="_blank">Best Toilet of 2006 Award</a>.</i></p></blockquote>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=52&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>2 Gennaio &#8211; Three Mo Tenors</title>
		<link>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/2-gennaio-three-mo-tenors/</link>
		<comments>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/2-gennaio-three-mo-tenors/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 05:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Onestamente, non è che mi interessasse tanto. Ma Bernadette era stata così carina a procurarci i biglietti gratis e comunque bisognava andare in un teatro di Broadway prima di partire (in questo caso off-Broadway, anche se non troppo off). Però l&#8217;idea di avere 3 tenori neri che scimmiottano i 3 tenori che a loro volta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=51&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Onestamente, non è che mi interessasse tanto. Ma Bernadette era stata così carina a procurarci i biglietti gratis e comunque bisognava andare in un teatro di Broadway prima di partire (in questo caso off-Broadway, anche se non troppo off).</p>
<p>Però l&#8217;idea di avere 3 tenori neri che scimmiottano i 3 tenori che a loro volta scimmiottano tutta la lirica, mi sembra una cosa un po&#8217; sfigata. Comunque bisogna dire che fare le cose con Ettore è sempre bello e quindi andiamo.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2054/2169584959_20e2110f4f_m.jpg" align="left" height="160" width="240" />Troviamo tutte le subway giuste e arriviamo in orario perfetto: Bernadette ci aspetta con i biglietti nell&#8217;atrio del teatro che è proprio dietro casa. Entriamo e arriviamo nella platea abbastanza vuota. Il palco è semibuio con delle luci azzurrine, un piano a coda sul lato sinistro e degli strumenti che si intravedono dietro alle tende. Sembra più un cinema che un teatro, questo Little Schubert.</p>
<p>Io ho con me la macchina fotografica e scatto qualche foto&#8230; piombano come falchi, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro ben tre addetti che mi dicono che non si possono fare fotografie. &#8220;Perché?&#8221; &#8220;Perché quelli che hanno fatto il palco hanno dei sindacati fortissimi&#8221;. Insomma, la cazzata delle 2:15 PM. Poi, mentre ok, ho capito che non si può, va bene, ripongo la macchina, una voce di una cogliona da dietro, dal pubblico urla che c&#8217;è una legge che impedisce di fare foto.</p>
<p><b>Ma perché non si fanno i cazzi loro?</b></p>
<p>Una cosa che abbiamo notato io e Ettore degli americani è che non si fanno mai i cazzi loro. Sono sempre pronti a dire la loro su una terza persona, citando questa o quella legge, regolamento, cagata.</p>
<p>In Italia, se proprio non muori vomitando sul vestito di uno, ce ne sbattiamo alla grande. Ognuno può fare quello che vuole, lo ignoriamo. Qui no. C&#8217;e&#8217; un invisibile ragnatela di <i>collaborazionismo</i> che avvolge tutta la società. Della serie &#8220;io sto attento a cosa fai tu, così tu stai attento a cosa faccio io&#8221;.</p>
<p>Altro caso: una sera Ettore e Yasmine, la figlia di Bernadette, sono andati a dare da mangiare ai pesci nel caseggiato. Tornando, non so neanche cosa è successo, ma credo che Yasmine si sia attardata e Ettore ha tenuto la porta dell&#8217;ascensore aperta. Dio non voglia che esca una vicina, faccia qualche commento da Gran Mogol e poi chiami Bernadette facendo la spiona. <i>Ma fatti riccamente i cazzi tuoi. </i></p>
<p>Per contro bisogna dire che tutti i newyorkesi che abbiamo incontrato si sono dimostrati gentili e disponibili. Sfatando il luogo comune che a New York siano tutti antipatici, scostanti e di corsa. Per quello, accomodatevi in qualche città italiana (bisogna dire che anche i milanesi sono disponibili, contrariamente a quello che si crede).</p>
<p><b>Three Mo Tenors, una piacevole sorpresa</b></p>
<p>Perché si chiamino &#8220;mo&#8221; non l&#8217;abbiamo scoperto, sorry. Però hanno fatto un bello spettacolo, piacevole e vario. Spaziando dalla lirica al blues, al jazz, ai musica, ai gospel si passano due ore di canto dal vivo con quel tanto di mossette da musical che fanno tanto &#8220;professionista dello spettacolo americano&#8221;: ma che dire, fanno la loro porca figura.</p>
<p>In ogni caso tutti grandi professionisti, anche i musicisti di accompagnamento (numeri da circo per il bassista e grande carisma per il pianista &#8211; conduttore). Siamo rimasti molto colpiti quando uno dei tre tenori ha cantato una canzone in una lingua africana. Sembrava proprio vero, sono veramente professionisti, nessuna intonazione americana&#8230; finché, leggendo il depliant, non scopriamo che lui è sudafricano (Phumzile Sojola).</p>
<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2019/2169584881_921d538566_m.jpg" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2019/2169584881_921d538566_m.jpg" align="right" height="167" width="112" /></a>Dire che tornerei a New York per sentire i Three Mo Tenors è eccessivo (ma probabilmente, non tornerei per nessuno spettacolo di Broadway), ma le due ore sono volate ed Ettore ha apprezzato molto.</p>
<p>E alla fine, ve lo devo dire: la parte più bella di andare a fare o vedere qualcosa <i>è il piacere che trasmette Ettore. </i></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=51&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>2 Gennaio &#8211; Pommes Frites at Little Ukraine</title>
		<link>http://nataleanewyork.wordpress.com/2008/01/04/2-gennaio-pommes-frites-at-little-ukraine/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 05:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è una giornata così, ventosa e un po&#8217; fredda e soprattutto pigra (ma lo sono tutte ultimamente). Il programma prevede di andare da Pommes Frites, posto bizzarrissimo sulla 2nd Avenue che vende esclusivamente patate fritte cotte al momento e servite con una trentina di salse diverse. Però alle 2 PM abbiamo i biglietti (gratuiti, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=50&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2296/2170381154_d528d0ef97_m.jpg" align="left" height="240" width="160" />Oggi è una giornata così, ventosa e un po&#8217; fredda e soprattutto pigra (ma lo sono tutte ultimamente).</p>
<p>Il programma prevede di andare da <a href="http://www.pommesfrites.ws/" target="_blank">Pommes Frites</a>, posto bizzarrissimo sulla 2nd Avenue che vende esclusivamente patate fritte cotte al momento e servite con una trentina di salse diverse.</p>
<p>Però alle 2 PM abbiamo i biglietti (gratuiti, thank you Bernadette) per sentire i &#8220;tre tenori neri&#8221;, i Three Mo Tenors, appunto 3 tenori (anzi due tenori e un controtenore) che si esibiscono al teatro Little Schubert, a due passi letterali da casa nostra.</p>
<p>Quindi a mezzogiorno e mezza siamo da Pommes Frites che sta a Little Ukraine, il quartiere ucraino di New York. Da non confondere con Little Odessa che sta a Brooklyn, altrimenti chiamato Brighton Beach. Dove stanno i &#8220;russi mafiosi e violenti&#8221;, mentre a Little Ukraine stanno quelli bonaccioni.</p>
<p>In realtà, come sempre a New York è tutto un bordello e a Little Ukraine trovi anche un sacco di indiani, pakistani e bengalesi, nonché cinesi, of course. La Seconda in quel tratto sembra Londra più che New York, una strana sensazione.</p>
<p>Comunque arriviamo a destinazione e il posto è esattamente come me lo ricordavo: angustissimo e popolato solo da patate (crude nei sacchi o fritte), ma per fortuna quasi deserto quando arriviamo, così possiamo prendere uno dei 3 tavoli.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2203/2170380868_177c1632d3_m.jpg" align="right" height="160" width="240" />E le patate sono squisite con le salsine mostruosamente buone: uno dei migliori pasti fatti a New York in questa vacanza.</p>
<p>Ma è già la una e trentacinque e dobbiamo correre al teatro: speriamo che la Pepsi faccia il suo sporco lavoro.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=50&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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	</item>
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		<title>1 Gennaio &#8211; Giro del Golfo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 01:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo gennaio, era in programma un bel giro &#8211; direttamente dalla nostra Guida Mondadori. Si parte dall&#8217;Hudson, appena sopra il Financial Center e si arriva al Ponte di Brooklyn, dalla parte opposta dell&#8217;isola di Manhattan. Due ore di camminata tutta sulla riva dei due fiumi che abbracciano la città a est e a ovest. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=49&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo gennaio, era in programma un bel giro &#8211; direttamente dalla nostra Guida Mondadori. Si parte dall&#8217;Hudson, appena sopra il Financial Center e si arriva al Ponte di Brooklyn, dalla parte opposta dell&#8217;isola di Manhattan. Due ore di camminata tutta sulla riva dei due fiumi che abbracciano la città a est e a ovest.</p>
<p>Il pretesto era anche provare la nuova macchina fotografica. E Ettore poteva provare la &#8220;sua&#8221; ovvero la vecchia macchina digitale che ora è diventata sua.</p>
<p>Tutto bene, ma ci siamo svegliati veramente tardi, come di prammatica per un primo gennaio, del resto.</p>
<p>Così, siamo andati a mangiare verso le 2 PM all&#8217;Empire Diner sotto casa, che mostra un grosso cartello con scritto &#8220;Diner preferito di Manhattan secondo i lettori del Daily Mail&#8221;. Che culo, no?</p>
<p><b>Siamo gente da diner</b></p>
<p>Possiamo anche andare nei grandi ristoranti, oppure nei fast food più bizzarri, ma la sensazione che ti dà un diner vecchia maniera è speciale. E così dopo un uova-prosciutto-salsicce-bacon + patatine per Ettore e un omlette con cheddar + blueberry pancakes per me ci sentiamo ufficialmente padroni della città.</p>
<p>Quando mangi al diner mangi l&#8217;America e non importa se è in uno sperduto villaggio dell&#8217;Iowa o nel centro di Manhattan, la sensazione è la stessa, i menu sono gli stessi, le porzioni sono le stesse, stesso caffé, stesso conto. Pacchiano quanto serve, robusto e concreto, un diner non tradisce. E infatti Empire Diner non ci ha tradito e secondo me, per Ettore è stato il miglior posto in assoluto.</p>
<p>Comunque, finito di mangiare ci incamminiamo verso la Subway che ci porta alla partenza della nostra passeggiata.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2011/2160308156_b55e157204_m.jpg" align="left" height="180" width="240" /><b>Dall&#8217;Hudson all&#8217;East River: tante chiacchiere e fotografie</b></p>
<p>E&#8217; stato molto piacevole fare questa passeggiata. Tutta l&#8217;area sull&#8217;Hudson che è relativamente nuova è decisamente gradevole e il panorama ha il suo fascino con &#8211; nell&#8217;ordine &#8211; <a href="http://farm3.static.flickr.com/2300/2160303264_6461001612_m.jpg" target="_blank">l&#8217;orribile costa del New Jersey</a> (e ringrazi di vivere dall&#8217;altra parte), Ellis Island, Liberty Island, Staten Island e il Verrazzano sullo sfondo.</p>
<p>Ci siamo divisi le macchine fotografica e abbiamo iniziato a fotografare. Devo dire subito che il mostro Canon è probabilmente una figata, ma finora faccio una foto buona ogni 20. Bisogna studiare, mannaggia, pensa un po&#8217;. E ovviamente, con quello che si è speso, non si può mica usarla male! Perfetto, avevo proprio bisogno di una macchina fotografica che mi richiede di studiare. Vabbe&#8217; non sono mai contento. E comunque quando si indovina la combinazione giusta, la velocità di scatto è fantastica.</p>
<p>Resta il fatto che Ettore scatta 5 foto nel tempo in cui io ne scatto una (e sbagliata). E devo dire, come potete vedere dalle nuove foto su Flickr, che il ragazzo è portato per la fotografia. Ok, io sono il papà, ma cosa ne pensate?</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2270/2160310444_9ae7458e5f_m.jpg" align="right" height="180" width="240" />Verso il tramonto siamo arrivati circa a metà del percorso, sulla punta di Manhattan, Battery Park, Fort Clinton e la stazione del Ferry di Staten Island. Abbiamo ricevuto la molto gradita telefonata di Marco Pastonesi che suonava così strano fosse dall&#8217;altra parte del mondo&#8230; ma non eravamo là tutti insieme poche ore fa?</p>
<p><b>Brooklyn Bridge e un accenno al freddo che sta arrivando</b></p>
<p>Doppiata la punta e già belli stanchetti, dall&#8217;altra parte si vede Brooklyn che ha il suo stile &#8220;nessuno stile&#8221; e il suo fascino &#8220;nessun fascino&#8221;. Almeno quello che si vede da Manhattan. In compenso, il ponte ne ha tanto, specialmente per uno come me cresciuto a Caroselli con la gomma del ponte.</p>
<p>Sosta al Pier 17 con i suoi brigantini e il suo mall &#8220;marittimo&#8221; (per pipì, fondamentalmente) e riesco a trascinare un topone già parecchio stanco sul Brooklyn Bridge. Ma ormai è buio, anche se sono solo le 5:30 PM.</p>
<p>Devo dire che il fascino della prima volta non l&#8217;ho ritrovato. Ma probabilmente di giorno ti rendi conto meglio dell&#8217;altezza, delle distanze, di dove sei. E inoltre l&#8217;altra volta era un caldo pomeriggio di aprile mentre alle 6 di sera del primo gennaio qui a New York soffiava un vento cattivo.</p>
<p>Comunque siamo arrivati dall&#8217;altra parte, we made it! E&#8217; strano arrivare a Brooklyn. E&#8217; ridicolo pensare che sei in &#8220;terra sconosciuta&#8221;, ma la sensazione è quella, specialmente dalle parti del ponte. Insomma, abbiamo cercato la subway per tornare al più presto in terra amica. <i>(Sì, sì, ormai sono andato)</i></p>
<p>Siamo arrivati a casa esausti ed Ettore è praticamente morto sul divano. Un po&#8217; di tacchino freddo offerto dalla premurosa Bernadette ci ha traghettati verso la notte.</p>
<p><i>Il primo giorno del 2008 è andato così. </i></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nataleanewyork.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nataleanewyork.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=49&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>31 Dicembre &#8211; Taim Scuer!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 00:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Beh, insomma, non si può essere a New York City il 31 dicembre e fare i blasé. E non andare in piazza. Cioè, posso capire i newyorkesi, ma noi turisti? Questo è il capodanno del mondo. Un anno fa ho fatto proprio così. Ho fatto il newyorkese con cena al Gramercy Tavern. A mezzanotte hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nataleanewyork.wordpress.com&amp;blog=2330024&amp;post=48&amp;subd=nataleanewyork&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2020/2159502629_c512cfc75c_m.jpg" align="left" height="180" width="240" />Beh, insomma, non si può essere a New York City il 31 dicembre e fare i blasé. E non andare in piazza. Cioè, posso capire i newyorkesi, ma noi turisti? Questo è il capodanno del mondo.</p>
<p>Un anno fa ho fatto proprio così. Ho fatto il newyorkese con cena al <a href="http://www.gramercytavern.com/" target="_blank">Gramercy Tavern</a>. A mezzanotte hanno suonato una campanella, bacini bacini. Mentre a pochi isolati di distanza centinaia di migliaia di folli urlavano &#8220;5! 4!  3! 2! 1! Happy New Yearrrrr!!!&#8221;</p>
<p>Quest&#8217;anno, tra i folli c&#8217;eravamo anche noi.</p>
<p>Bernadette, la nostra vicina che ci cura ci ha consigliato di prendere la subway fino all&#8217;incrocio tra la 53rd e la 7th. Da lì si vede d&#8217;infilata la palla di Time Square. Saremo lontani 1 Km, però si dovrebbe vedere tutto. E poi magari si riesce ad andare più avanti.</p>
<p>E così, alle 9 di sera, minuto più, minuto meno. Ci univamo alla folla che usciva dalla metropolitana alla fermata della 53rd. Usciti, sembrava di essere in un film di catastrofi, con poliziotti dappertutto, transenne e folla impazzita. In fondo, le luci di Time Square e un tappeto di formiche umane.<br />
Un cop (poliziotto) ci dice che dobbiamo aspettare su questo marciapiede, un po&#8217; spostati, ma troppo e mi sembra veramente eccessivo trovarsi in fila su un marciapiede, assieme a qualche altro turista dallo sguardo un po&#8217; sperduto.</p>
<p>Così io e Ettore ci incamminiamo lungo la 7th Avenue, a fianco delle transenne che dividono i sommersi (noi) dai salvati (loro). Mi avvicino a una cop e le chiedo come faccio a entrare nelle transenne. &#8220;Easy, you can. Follow me&#8221;. E così ci troviamo tra i salvati e iniziamo a risalire la 7th Ave, fino al prossimo posto di blocco. Che, come il Mar Rosso e Mosé si apre per farci passare dietro qualche altro fortunato, per poi richiudersi.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2233/2160301090_6bfdd6a4b4_m.jpg" align="right" height="129" width="172" />Siamo tornati esattamente dove il primo cop ci aveva detto che non potevamo essere! Time Square è lì davanti e si vede anche la palla! &#8220;non ci posso credere!&#8221;. Siamo a Time Square nella notte dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno, vediamo tutto e non c&#8217;è neanche ressa, né ubriachi che vomitano o pisciano (come mi è stato assicurato da quelli che &#8220;ne sanno&#8221;).</p>
<p><i>(ok, scusate la foto: non ho avuto cuore di portare la macchina fotografica nuova, la vecchia è leeeeeenta) </i></p>
<p><b>La &#8220;palla&#8221; di Time Square</b></p>
<p>Questo è esattamente il 100 anniversario di questo capodanno a Time Square, con la palla che cade (&#8220;Down! Down! Down!&#8221;), l&#8217;ho letto questa mattina su un giornalino gratuito, quando ancora non sapevo come fare per essere nel posto più difficile del mondo.</p>
<p>Ok, da dove siamo la palla è piccolissima, un pallino bianco sopra il marchio Toshiba rosso. Ma la vediamo. Tutto quello che succederà a mezzanotte lo vedremo, sentiremo, vivremo anche noi.</p>
<p>Chiedo a qualcuno intorno se è la prima volta o è un abitué, ma trovo, nell&#8217;ordine: ragazza di Philadelphia con amico arabo, mamma croata emigrata in Florida con figlio di 5 anni, studenti indo-pakistani fuori di testa. Tutti sono nuovi, first time. Io non so cosa succede a &#8216;sta palla. E non lo saprò mai.</p>
<p>Ma l&#8217;atmosfera è calda, la temperatura ottima, siamo ottimisti. <i>Sono le 10:05</i>.</p>
<p><b>Dalle 22 alle 23: figata!</b></p>
<p>Sì, c&#8217;è ancora da aspettare due ore, ma che vuoi che sia! Siamo qua, nel capodanno del mondo, visto che ci siamo!</p>
<p>Ettore è contento, ma ha fame. Dividiamo un mandarino che avevo per caso in tasca, mentre attorno a noi tutti divorano mostruosi panini con dentro di tutto, pastrami, gyros, cheese, verdura varia, dinosauri, spazzatura, un sottomarino nucleare sovietico. Vabbè, mangeremo dopo, siamo qui, cazzo!</p>
<p>E&#8217; bello stare qua, si sente che siamo tutti a partecipare a questa festa. Ogni tanto la folla urla perchè 400 metri sopra di noi volteggia un elicottero che starà dicendo &#8220;La folla di Time Square, sono solo le 10 e già 10 isolati sono tappezzati di folla&#8230;&#8221;. Sìììì! Siamo noiiiiiii!</p>
<p>Ettore cerca di battere il record di Invader sul mio telefonino, io <a href="http://farm3.static.flickr.com/2233/2160301090_6bfdd6a4b4_m.jpg" target="_blank">mi preparo all&#8217;inquadratura del momento topico</a>, quando filmerò il conto alla rovescia.</p>
<p>Un giovane gigante balla con uno dei pakistani scatenati, un altro ragazzo ubriaco ma con un certo contegno dice &#8220;cool&#8221; al giochino di Ettore e fa finta di conoscerlo. Iniziano i filapperi di schiuma (oh, sentite, non so come chiamarli) e va tutto bene.</p>
<p>Un roar improvviso sottolinea il conto alla rovescia di Santiago del Chile. Manca un&#8217;ora!</p>
<p><b>Dalle 23 alle 24: è dura.</b></p>
<p><i>Bello, bellissimo, che figata&#8230; quando arriva mezzanotte?</i> Obiettivamente, in quei metri quadrati sulla 7th Avenue non c&#8217;è molto da fare, ormai i vicini li conosciamo a memoria e dietro si è formato un muro umano che si perde chissà dove.</p>
<p>Fatte tutte le prove di riprese, guardati i grattacieli per la 400ma volta, provato il brivido di altri due capodanni sparsi per il mondo in due posti sperduti, un o cominci a sentire nell&#8217;ordine: freddo, mal di schiena, fame. Per fortuna che la sera era mite&#8230; ma mite per New York in Dicembre, non è Rio de Janeiro. Ettore si scazza anche del giochino del telefonino. Un accenno a contare all&#8217;indietro da 3800 si ferma dopo qualche decina di numeri. Minchia ma quando cazzo arriva &#8216;sta mezzanotte.</p>
<blockquote><p>Ma poi arriva, lentamente, ma arriva. <i></i></p>
<p><i>15 minuti</i> e senti i migliaia che si scaldano, il rumore si fa più forte, inizia una vibrazione nell&#8217;aria. Saranno i nostri cuori. <i></i></p>
<p><i>10 minuti </i>e ormai tutti si preparano, centinaia di migliaia di occhi che scrutano la palla cangiante che ha continuato a guardarci ammiccante per due ore e, appena sotto, il megaschermo dove passerà il conto alla rovescia. <i></i></p>
<p><i>5 minuti</i> e ormai ci siamo, siamo a capodanno a Time Square e il freddo è passato ora vogliamo passare tutti insieme, fratelli di questa lunga 7th Avenue tappezzata dai nostri cuori e dalle nostre speranze per un nuovo anno.</p>
<p>E poi inizia, l&#8217;ultimo minuto e il tabellone parla proprio a noi e improvvisamente ci troviamo, all&#8217;unisono a urlare &#8220;Fifty-nine! Fifty-eight! Fifty-Seven!&#8230;&#8221;.</p></blockquote>
<p>Continua il tabellone a trascinarci sempre più veloce (difficile, ma sembra) verso mezzanotte e io mi accorgo verso i 30 che sto contanto in italiano, mentre Ettore conta in inglese (Dirà poi: &#8220;Beh, tutti contavano in inglese, mi sembrava brutto&#8230;&#8221;). E cambio anch&#8217;io lingua, ma non so se parlo veramente, mi lascio trasportare dalle migliaia di voci che parlano per me.</p>
<p>E quando arriva il 9, improvvisamente, è come se qualcuno <i>abbia alzato il volume</i>.</p>
<p>Come se migliaia di persone, che prima stavano mute ora vogliano salire sul carro del countdown per esserci anche loro. Ma è solo Time Square che urla sempre più forte, è uno stadio immenso che corre verso il capodanno del mondo. E noi siamo qua, io e Ettore. Siamo qua.</p>
<p><b>Dove cazzo è finita la palla?</b></p>
<p><a href="http://www.troodi.com/media/4434/New_Year_2008_Times_Square_New_York/" target="_blank">Quando arriva mezzanotte e il tabellone dice &#8220;Happy 2008&#8243; ed esplodono i fuochi d&#8217;artificio</a> sopra il grattacielo di Time Square e gli happy new year esplodono tutti intorno e ci si bacia e ci si abbraccia (ma sempre con moderazione devo dire, non c&#8217;è stata pazzia in questa Time Square del capodanno, era più come un Super Bowl: tifo sì, ma tutti a modo&#8230;), dove finisce la palla? Nel casino generale la perdo di vista e non capisco che succede.</p>
<p>Ho anche ripreso tutto, ma non riesco a vedere che succede. Da qualche parte sarà finita, sarà caduta &#8220;down, down down&#8221; come voleva la folla, ma i miei occhi da turista, da 1 Km di distanza non l&#8217;hanno vista. Naturalmente, a chi mi chiederà dirò che è una figata, ripeterò che la palla scende ed esplode la festa, tutte cose da guida turistica. Ma la verità è che quest&#8217;anno la palla mi ha fregato, non so dove cazzo è andata.</p>
<p>Mi sa che dovremo replicare (Ettore ci sta subito) per vedere dove va a finire. Magari un po&#8217; più da vicino stavolta eh?</p>
<p><i>Buon 2008 a tutti (tranne il Quebec)! </i></p>
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