La mattina del 31 dicembre è una giornata favolosa, sole e non troppo freddo. New York saluta il 2007 nel migliore dei modi. Anche questo ci ha fatto pigrare più del dovuto probabilmente.
Però è anche bello stare nella nostra casa qui sulla 43rd, 23rd floor, I mean. Ormai ci siamo abituati ai grattacieli nostri dirimpettai e al fiume di auto e taxi sotto le finestre. Sono proprio persone, pardon cose di casa.
Comunque è l’ultimo dell’anno e bisogna fare qualcosa, non si può mica aspettare così la fine!
E infatti qualcosa c’è da fare: andare da B&H a dare un’occhiata per la macchina fotografica. Non so ancora se comprarla, mi interessa intanto vedere quanto costa e vedere il posto.
B&H, i mercanti del tempio
Non andate da B&H sulla 34th e la 9th Ave. Cioè non andateci se non volete comprare. Perché arrivati là è impossibile non comprare.
Sei come un pollo di batteria, pronto per essere spennato, cucinato e trasformato in Pollo Aia. Il negozio non è bello, è un discreto bordello, sembra più un negozio di articoli per muratura che di hi-tech. E poi ci sono loro, i venditori con i loro zucchetti neri, tutti ebrei. Che ti aspettano con l’espressione tranquilla di chi sa che ti ha in pugno.
Arriva infatti il nostro turno e uno con zucchetto d’ordinanza, la faccia da tedesco e cognome tedesco (Himmler? Hubler? Heinrich? Hasser?) e mimica tedesca ci risponde. Sì, hanno la Canon 400D, $599. Rapido calcolo x 0,7 e capisco che è molto conveniente (Aldo l’ha pagata €660 con acquisto online da Parigi!). Qualche goccia di sudore gelido mi cola lungo la schiena. Sto pensando realmente di comprarla! E l’obiettivo asferico, 28-200 l’avete? Sì, l’abbiamo, ma considerando il focale del digitale deve prendere un SIGMA 18-200. Ok è quanto costa? $379. Mi ricordo vagamente che alla Fnac era sui €350. Conviene! Parecchio. Il sudore è decisamente più copioso e inizia a imperlarmi la fronte.
Marco Spendaccione: “Compra! Compra! E’ un affare!”
Marco Risparmiatore: “Beh, calma, fai due conti… ma ti serve? Magari la compri più avanti”.
MS: “Sì, bravo e allora tutti i discorsi di New Rich, di avere redditi per comprarti le cose?”
MR: “Cosa c’entra, non è che uno si compra una macchina digitale così. E poi quanti Euro sono?”
MS: “Ma sicuramente sarà meno di quanto puoi trovare a Milano! E di gran lunga! Dai cosa aspetti! Pensa alle belle foto che farai. E poi anche Ettore! Le foto che farete insieme! Dai, era tanto tempo che volevi una macchina reflex. Non ti ricordi che giramento di palle ti fa venire la piccolina digitale! Sempre troppo lenta, limitata, un disastro”
MR: “Capirai, per le foto che fai! E poi anche con la digitale hai imparato a fare foto bellissime, no? Mi sembra un acquisto inutile…”
MS: “Se non la acquisti ora te ne pentirai! Lo sai che te ne pentirai. Guarderai le macchine reflex digitali degli altri e dirai ‘perché non l’ho comprata!’. Dai, hai lavorato tanto, ti meriti un regalo”
MR: “Bravo. No, dico bravo! Tuo figlio non si compra l’Ipod che costa molto molto meno e tu vuoi comprarti questo giocattolo! Dovresti imparare da lui! Vergogna!”
Mi sa che Marco Risparmiatore ha ragione. Intanto, il commesso bastardo Himmler mi guarda con occhi da felino. Sa qualcosa che io non so. Ha ragione Marco Risparmiatore. Sono già quasi 700 euro. Magari a Milano sarebbero 1000, ma a Milano non ci penserei a comprarmela. Però è vero che la macchinetta digitale che ho mi fa sempre incazzare. Ma la motivazione morale è decisamente quella giusta, se Ettore non si compra l’iPod, perchè dovrei io?
E sto quasi per dire, “Thanks I will think about it” quando Ettore parla.
Ettore: “Ma papà, ma scusa cosa stai tanto a pensarci! La volevi tanto ha un buon prezzo no? E’ il regalo di Natale che ti fai, l’unico regalo. Tu mi dici sempre di questa storia di crearsi redditi per concedersi le cose che ti piacciono, allora?”
Il commesso Hubert, sorride sardonico. Capisce sicuramente tutte le lingue del mondo, perché ha visto queste cose succedere davanti al suo bancone in tutte le lingue del mondo. E l’attacco ai fianchi ha funzionato: funziona sempre.
Io: “Ok..mmm, ok…mmmm…Ok, I take it!”
Aaaaaarghh. L’ho detto. L’ho presa. L’ho presa! Sto per comprarmi una macchina digitale da 700 euro! Ma che me ne faccio! Ora dovro fare foto per il resto dei miei giorni.
Hubler: “You need a polarizer lens”
Cosa? Ah beh, sì, la lente polarizzatrice. Ok, non sarà quella.
Haltzer: “A protector filter too?”
Accenno un po’ di resistenza. “I never used it. Is it useful?”
Ma che domanda del cazzo “Acquaiolo è fresca l’acqua?”.
Hammer: “Sure, it protects, it’s $15,40″.
Holtzer: “You need the memory card: 4 or 8 Gb?”
Beh, prendiamo 8, cosa saranno, 50 dollari? Non stiamo a vedere ormai siamo in ballo.
Schmaltz: “You want a bag?”
Posso prendere una macchina nuova senza una borsa? E’ da barboni.
Ubermayer – Schmetter – Wasser: “A second battery? A guarantee? It’s 3 years, total on both body and lenses. A spare battery? You need it. A card reader? I would never advise to connect the camera to the computer, it’s 17,95″
Ormai non dico più niente. Annuisco con la faccia ebete. Questo mi sta cuocendo alla “you want fries with that” come un professionista.
Ettore: “Papà, sei tutto sudato in testa”
Spero solo che finisca presto. Il tedesco batte sulla tastiera e il conto si allunga.
Hintermayer-Schwantzstein: “It’s thirteen hundred and sixty-four. It’s that ok?”
Il pirla: “Pardon me? Thirteen hundred…”
1300! Milletrecento! Sto per spendere $1300 per una macchina fotografica e non faccio neanche foto! E c’è la crisi dei subprime che sta per esplodere! E i barboni di New York e di Milano che mi guardano! E i bambini della Casella a cui ho dato solo 40 euro! Ed Ettore che non si compra l’iPod.
MS: “Tempo scaduto mio caro, hi hi hi hi. Non vorrai mica andartene ora! Paga! Paga! Prenditi ‘sto cazzo di macchina e vergognati”
MR: “Lo sapevo che finiva così. Non dovevi entrare da B&H, pirla”
Il pirla: “Yes, of course”.
Mansteiner-Woffelscheinz: “May I have your credit card, please”.
Il resto è storia. Per un momento, mentre sono in fila per pagare, spero che la carta di credito non abbia credito sufficiente. Ma è un’idiozia considerando che una American Express ha sempre credito sufficiente. Infatti ce l’ha e pochi minuti dopo mi consegnano il sacchettone con i miei acquisti.
Usciamo e ci avviamo per la 9th Ave. Ettore mi sembra veramente felice e lo dice anche. Io combattuto. MS & MR non parlano più, ora sono cazzi miei.
E’ il primo pomeriggio del 31 dicembre 2007 e la famiglia De Veglia (ormai cognome ufficiale) è possidente di una splendida macchina digitale con obiettivo 18-200, 8Gb di memoria, filtri vari, borsa e persino quel cazzo di scatoletta per leggere le memory card. E per colmo dello spregio a tutte le logiche morali, ho pure infilato un catalogone B&H nel sacchetto, caso mai volessi fare il bis con qualche altro acquisto.
E mentre ci immaginiamo che B & H significhi Bernstein & Holtzenmayer e sono tutti della famiglia, e per Hanukka si scambiano assegni da un milione di dollari (“That’s for you, Abraham” “Thanks a lot, Isaac”) mi sento proprio preso in castagna da questa capitale del consumismo. Ho slalomato per giorni per poi cadere alla grande. “Vabbe’, vuol dire che scriverò un infoprodotto”, penso.
E proseguo sorridente con Ettore sulla 9th, verso casa.





Post carinissimo.
Hai messo ottimamente in evidenza la lotta intestina (ma anche fegatina, stomachina, cuoricina
) fra due parti di pari intensità.
Pro e contro di entrambi le parti…mi sembrava di leggere i miei pensieri durante uno dei tanti raid su negozi hi-tech.
Non vedo l’ora di vedere le foto fatte con il nuovo gioiellino della famiglia DeVeglia.
P.S. Anche io devo comperare una macchina fotografica “decente”…ora so a chi chiedere consiglio
Se proprio non te ne fai niente della macchinetta quando sei in Italia magari prova a rivenderla su ebay Italia, sempre se non l’hai già fatto
, se in Italia costa di più hai guadagnato.